Ci sono libri che si leggono in apnea, e poi ci sono libri che, una volta chiusi, ti lasciano dentro un vuoto. Una nostalgia che non ti aspettavi. Kala è stato così per me. Mi sono aggrappata alle sue pagine come fosse un’àncora e, quando è finito, mi sono sentita un po’ persa. Come se avessi davvero fatto parte di quel gruppo di amici — e ora loro fossero andati via senza salutare.
“Mi manca la mia comitiva.” “Come se ne avessi fatto parte davvero.”
Ambientato in una cittadina irlandese affacciata sull’Atlantico, il romanzo si muove su due linee temporali: l’adolescenza degli anni ’90 e un presente dove i nodi vengono al pettine. La sparizione di Kala, quindicenne inquieta e magnetica, è il centro attorno al quale ruota tutto: affetti, ferite, verità mai dette.
Mi ha fatto pensare a Il dio dei boschi di Liz Moore, che avevo amato profondamente e di cui abbiamo parlato mesi fa. Entrambi i romanzi giocano con i ricordi e con la tensione tra ciò che eravamo e ciò che siamo diventati, con un mistero che scava nella memoria e nei traumi.
“Un libro che parla di ciò che resta. Di ciò che non abbiamo mai detto.”
Ma c’è anche qualcosa de La casa dei Gunner, con i suoi legami profondi e complicati, e persino un’eco lontana di It, nei flashback che sanno di promesse infrante e paure mai sopite.
Colin Walsh riesce a raccontare le amicizie giovanili con una delicatezza ruvida, che mi ha riportata indietro alla mia adolescenza. I personaggi sono vivi, imperfetti, credibili. L’ho trovato bello e struggente, malinconico ma mai piatto. Un libro che ti mette davanti al tempo che passa, e alla versione di te che lasci indietro quando cresci — e che, a volte, vorresti solo tornare a guardare in faccia.
“Kala è una storia di chi eravamo prima che la vita ci accadesse.”
C’è chi troverà in Kala soprattutto un thriller ben scritto, chi un romanzo sulla memoria, chi una storia di formazione. Io ci ho sentito anche l’eco potente di un’amicizia pura e totalizzante, come solo quella dell’adolescenza sa essere. Quella che ti fa sentire invincibile, che si fonda su promesse silenziose, su sguardi complici e dolori condivisi. Come in La casa dei Gunner o in It, qui l’amicizia è quasi sacra.
E forse è per questo che, quando il libro finisce, resta un vuoto. Non solo per Kala. Ma per quel “noi” che credevamo eterno, e che ci ha cambiati per sempre.
[Avviso: piccoli spoiler, se qualcuno sta leggendo]
Il finale, per me, è coerente con tutto il resto del romanzo: non offre una chiusura rassicurante, ma un senso di realtà, di tempo che passa e non restituisce nulla così com’era. Il mistero si chiarisce, sì, ma le emozioni restano sospese. Non tutto si ricompone, non tutte le ferite guariscono — e questo lo trovo onesto. Umano. Vivo.
Quello che rimane è quel senso di perdita che non si risolve con la verità, ma con l’accettazione. Non c’è catarsi nel senso classico, ma c’è una maturazione profonda dei personaggi, e la possibilità — forse — di perdonare qualcosa. Anche se stessi.
E poi c’è quella scena finale, dolceamara, che ha la potenza dei ritorni silenziosi: non ci sono fuochi d’artificio, solo la consapevolezza che ciò che è stato non tornerà, ma che forse si può restare fedeli, anche nel cambiamento.
🌿 Se anche tu ti senti orfana dopo Kala
Ecco tre romanzi che potrebbero aiutarti a restare ancora un po’ in quell’atmosfera sospesa. Di quelle storie che parlano di amicizia assoluta, memoria e misteri che restano sotto pelle.
📘 Il dio dei boschi – Liz Moore Un cold case familiare che scava nei silenzi e nella sorellanza. Un passato che torna, in punta di piedi, a chiedere ascolto.
📙 La casa dei Gunner – Rebecca Kauffman Amicizia, perdita e verità mai dette. Un gruppo di ragazzi cresciuti troppo in fretta, e un legame che sopravvive al tempo.
📕 It – Stephen King Un romanzo epico sull’orrore, certo. Ma anche sull’amicizia che sfida la paura, quella totale e invincibile dell’infanzia.
Per chi ama i libri che lasciano un segno e un silenzio dopo l’ultima pagina.
Scheda libro
Titolo:Kala Autore: Colin Walsh Casa editrice: Fazi Anno di pubblicazione (edizione italiana): 2024 Numero di pagine: 456 Traduzione: Stefano Tummolini Genere: Romanzo / Thriller psicologico / Formazione Ambientazione: Irlanda, tra gli anni ’90 e oggi
Un grazie speciale a Suhria e Francesca, che con il loro entusiasmo mi hanno convinta a leggere Kala. Avevate ragione: è uno di quei libri che ti restano addosso. E ora tocca a voi: se l’avete letto (o lo leggerete), mi piacerebbe sapere che effetto vi ha fatto. Vi siete anche voi sentiti parte della comitiva? Raccontatemelo nei commenti o scrivetemi: come sempre, a Villa Vanessa si parla di libri a cuore aperto 💌
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