A volte i brand li incontri per caso, magari mentre stai cercando tutt’altro, e finiscono in un angolo della tua routine senza fare troppo rumore. Altre volte, invece, succede qualcosa di diverso, più immediato e anche un po’ inspiegabile, perché ti accorgi che ti fidi prima ancora di aver capito davvero il perché.

Double B, per me, è stato così.
Un colpo di fulmine, ma senza quell’entusiasmo un po’ ingenuo che passa nel giro di qualche settimana; piuttosto una sensazione molto nitida, quasi razionale, che però partiva di pancia. Mi sono innamorata subito di Sara, del suo modo di essere diretto, ironico, lucidissimo, con quella capacità di tenere insieme numeri e intuizione senza farne una bandiera, che è una cosa più rara di quanto sembri, e che secondo me si riflette in maniera molto precisa anche in quello che crea.

Double B, che è il suo brand, nasce proprio da lì, da un’idea molto semplice solo in apparenza: non costruire prodotti che promettono di trasformarti, ma prodotti che funzionano dentro la vita reale, quella fatta di costanza, di abitudini, di giornate in cui hai tempo e di giornate in cui vuoi solo andare a dormire senza pensarci troppo. Una skincare pensata per adattarsi alla pelle, e non il contrario — e già questo, se ci si pensa un attimo, è un cambio di prospettiva non da poco.
Quando ho incontrato Sara per la prima volta, davanti a un tè e a qualche dolcino (che poi è sempre così che iniziano le cose belle, o almeno a me succede spesso), sono tornata a casa con una pochette piena di prodotti e con quella sensazione sottile che qualcosa, da lì in poi, avrebbe avuto un posto diverso. Non tanto per l’effetto novità, quanto per una forma di coerenza che si percepiva già da subito, anche senza sapere esattamente dove mi avrebbe portata. Ah, la pochette ce l’ho ancora!
Nel tempo ho capito meglio cosa rende Double B così riconoscibile.
C’è una ricerca molto precisa sulle formulazioni, sugli attivi, sulla qualità delle materie prime, ma quello che mi colpisce di più è sempre il modo in cui tutto questo viene tenuto insieme. Non c’è la promessa urlata, non c’è l’effetto “prima e dopo” costruito a tavolino, c’è piuttosto un lavoro che si basa su una parola che, durante la nostra chiacchierata a #Pinkspirational, è tornata più volte: costanza.
E no, non è una parola particolarmente affascinante, lo so. Non è quella che ti fa venire voglia di comprare subito qualcosa. Però è quella che, nel tempo, fa la differenza.
Sara la usa parlando di skincare, ma in realtà sta parlando di molto altro. Del modo in cui si costruisce un progetto, di come si porta avanti un’azienda, di come si tiene insieme tutto — lavoro, vita, maternità, imprevisti — senza aspettare che arrivi il momento perfetto, perché il momento perfetto, semplicemente, non arriva.
Questa cosa, per me, ha cambiato anche il modo di guardare i prodotti.

Perché a quel punto non stai più cercando qualcosa che ti stupisca al primo utilizzo, ma qualcosa che regga nel tempo, che abbia senso dentro una routine vera, che non ti chieda di essere diversa da quello che sei per funzionare.
E in questo Double B è molto coerente.
Lo è nell’estetica, che è curata, riconoscibile, mai casuale, con quella sensazione di eleganza che non ha bisogno di esagerare per farsi notare. Lo è nelle profumazioni, che sono una firma a tutti gli effetti, perché basta usarli una volta per riconoscerli poi a distanza di tempo, un po’ come succede con certi profumi che associ immediatamente a un ricordo preciso. E lo è nei prodotti, che coprono tutta la routine viso — dalla detersione ai trattamenti — mantenendo sempre lo stesso linguaggio, senza strappi.
Parlando con Sara, tra una risata e un ragionamento molto serio (perché con lei funziona così, passi da una battuta a una riflessione sulla sostenibilità economica di un brand nel giro di pochi secondi), mi sono resa conto che quello che tiene insieme tutto non è solo una visione estetica, ma un modo molto concreto di stare nelle cose.
Si parla di numeri, di strategie, di investimenti, ma anche di scelte fatte “di pancia”, di relazioni costruite nel tempo, di fedeltà — alle persone, alle idee, al proprio modo di lavorare. E questa combinazione, che sulla carta potrebbe sembrare instabile, in realtà è esattamente quello che rende il progetto solido.
Per questo, quando penso a Double B, non penso solo a un brand di skincare.
Penso a qualcosa che ha una sua identità precisa, che non cambia a seconda delle mode, che non rincorre necessariamente quello che funziona nel breve periodo, ma costruisce nel tempo una presenza riconoscibile.
E forse è anche per questo che, dopo tutti questi anni, sono ancora qui a parlarne.
Nei prossimi articoli entrerò più nel dettaglio dei prodotti, quelli che sono diventati parte della mia routine e che, in modi diversi, sono rimasti con me nel tempo. Ma mi sembrava importante partire da qui, da quello che c’è dietro, perché a volte — e sempre più spesso — capire cosa scegliamo conta almeno quanto capire cosa usiamo.

